La nostra storia
Una storia di ospitalità lunga oltre un secolo
L’ospitalità che vivrai qui ha radici lontane. Per capire come ti accoglieremo, devi prima scoprire da dove veniamo.
1889
Tutto è iniziato con un’intuizione del nostro bisnonno Girolamo Zanella. In quel 1889, quando Nago era ancora terra austriaca, seguì il desiderio di aprire una piccola locanda. Ottenne il permesso di vendere caffè e acquavite al minuto: era un’osteria semplice, ma con un’anima vibrante, dove si fermavano persino i membri della Corte Asburgica diretti alla residenza invernale di Arco.
1889 - 1902
Dieci anni dopo, la locanda si trasforma ufficialmente in albergo. Volevamo un simbolo che parlasse di noi e del nostro territorio. Nacque così il marchio delle due oche, ispirato a un gioco di parole dialettale che celebrava il moscato giallo prodotto in casa: "O che vin, o che bon!". Quel motto e l'immagine delle oche divennero presto un'icona, tanto che nel 1902 il pittore inglese Edward Theodor Compton la immortalò in un'illustrazione che fece il giro d'Europa.
1904
L'albergo piaceva, la voce girava. Nel 1904 Girolamo decise che era tempo di crescere: acquistò l'edificio e lo ampliò, aggiungendo le prime camere dedicate ai viaggiatori che arrivavano a Nago, allora un crocevia fondamentale per chi scendeva verso il lago.
1908
Lo sviluppo continuò nel 1908, quando l'acquisto di una porzione della casa confinante permise di dare una nuova forma alla struttura, aumentando la ricettività e migliorando quei servizi per 'forestieri' che stavano diventando il cuore della nostra attività.
1912
Nel 1912 arriva anche il nome ufficiale: “Albergo alle Due Oche”. L'insegna venne orgogliosamente riportata anche in tedesco, con la scritta “Gasthaus die Zwei Gänsen”. Un gesto di ospitalità per i tanti viaggiatori in arrivo dal Nord, affinché chiunque, superata la nostra soglia, potesse sentirsi accolto davanti a un bicchiere del nostro moscato.
1914 – 1922
Furono anni di silenzio e polvere. Durante il primo conflitto mondiale, l'hotel subì danni pesanti, ma le sue fondamenta resistettero. Nel 1922, con una forza che sapeva di miracolo, ricostruimmo tutto aggiungendo un intero piano. Per un periodo, l'albergo prese il nome di "Villa Giuseppina": un omaggio di Girolamo alla moglie Giuseppina Mißerotti.
1924 – 1940
Il regime fascista impose di cancellare il tedesco dalle insegne. Ci tolsero le parole sulla facciata, ma non la nostra capacità di far sentire a casa chiunque arrivasse a Nago. La nostra ospitalità rimase "di confine": aperta, curiosa e profondamente accogliente.
Dopoguerra – Anni '50
Superata la Seconda Guerra Mondiale, il nostro bisnonno, con la sua sapienza linguistica, accolse i primi turisti stranieri che tornavano a sognare il lago, facendo da consulente e interprete.
1956
L’albergo cambia nuovamente nome e diventa "Hotel Pensione Zanella". Pur adattandoci a un turismo che si faceva più moderno, decidemmo di mantenere il logo delle due oche: un filo rosso indissolubile con quel "O che vin, o che bon!" che aveva dato inizio alla nostra storia quasi settant'anni prima.
1975
Nel cortile interno realizziamo una piccola piscina riscaldata con nuoto controcorrente. Per l'epoca era un'innovazione incredibile, nata dal desiderio di coccolare chi tornava stanco dalle escursioni sulle montagne circostanti.
1986 – 1996
Nel 1986 la gestione passa nelle mani della figlia di Girolamo e di suo marito, unendo così le famiglie Zanella e Detoni in un unico progetto d'accoglienza. Fu l'inizio di un decennio di grandi fatiche e altrettante soddisfazioni, culminato nel 1996 con una ristrutturazione integrale e l’ottenimento della terza stella.
2020 – 2026
Gli ultimi anni hanno visto il rinnovo dell'ala est nel 2020 e la nascita dell'area wellness e solarium nel 2022. Nel 2026, epOche Hotel Zanella si trasforma in epOche Hotel 1889: un nome che racchiude la nostra intera eredità. Viaggiamo attraverso il tempo con una certezza: il passato ci ha insegnato tanto, il presente è tutto da gustare e il futuro è già nei nostri piani.













